Sanluca, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, 1960, Poltrona Frau

Made in Italy

All’indomani della seconda guerra mondiale in Italia il mondo del progetto partecipa alla ricostruzione morale e fisica del paese e prende coscienza degli orizzonti che la nuova industrializzazione apre al mondo del progetto. Così ben presto si iniziò a produrre in serie e industrialmente mobili. Nascono nuove industrie, come Arflex, Arteluce, Kartell, lavorando in stretto rapporto con giovani architetti. Alcune aziende artigiane, come Cassina e Borsani, ben presto si trasformano nella suggestione dell’industrializzazione, e contemporaneamente assumono notorietà altre che, pur lavorando con architetti, si fanno portatrici di valori artigianali come Azucena e Poggi.
Nella metà degli anni sessanta la diffusione delle ricerche artistiche più avanzate, in contatto con i movimenti di contestazione giovanile, introduce nel mondo del design italiano una nuova linfa creativa che si rapporta alle nuove tecnologie produttive. Se da un lato le materie plastiche sono lo stimolo per affermare nuovamente i modi della produzione industriale, dall’altro danno la possibilità di esprimere quella creatività ancora più provocatoria, che definisce il design radicale. Il design italiano assume così una rilevanza ancora più internazionale grazie allo straordinario contributo di Alessandro Mendini e Ettore Sottsass.